Titolo: I fondamentali del Kayak Freestyle
Introduzione:
Benvenuti nella rubrica Freestyle di Pagaiando, curata dai ragazzi di Kayak Freestyle Italia. Oggi esploriamo i “Fondamentali” del Freestyle: un mix di tecniche di pagaiata, controllo del fianco e movimenti più avanzati che costituiscono le basi della disciplina. Assimilando questi fondamentali, sarete pronti a fare le prime evoluzioni, sia in acqua piatta che nel buco! Noterete che alcuni nomi delle tecniche spiegate nell’articolo non hanno una traduzione propriamente sensata in Italiano, quindi sono stati mantenuti in lingua originale.
1. La Pagaiata Freestyle:
Nel mondo del freestyle, si utilizzano quasi in egual misura pagaiate positive e negative, sia strette lungo il fianco che circolari e ampie, oltre a innumerevoli appoggi bassi e alti. Come sappiamo, nella canoa è essenziale svincolare la parte bassa del corpo da tronco, busto, spalle e pagaia. Nel freestyle, in particolar modo, la pala rimane spesso fissa in acqua a mo’ di perno, mentre lo scafo si muove liberamente sia sull’asse orizzontale che su quello verticale grazie al lavoro della muscolatura addominale, del bacino, degli adduttori e dei piedi. Per sviluppare la giusta muscolatura è indispensabile quindi praticare esercizi del tipo pala “fissa” e scafo in movimento.
2. Gestione dell’Equilibrio sul Fianco (Edging):
Il controllo del fianco della canoa (o se preferite, delle “pance”) è cruciale su una playboat, non solo per mantenere l’equilibrio in acqua piatta o nel buco, ma anche per poter verticalizzare punta e coda. Per “dare fianco” non bisogna spostare testa e busto sbilanciandosi verso l’esterno, ma piuttosto cambiare l’angolo fra la nostra colonna vertebrale e la posizione sul piano orizzontale della barca. Questo controllo si ottiene facendo lavorare adduttori, muscolatura del bacino e addominale mantenendo il baricentro all interno del pozzetto (il baricentro si può pensare come l’ombelico). Le moderne playboat hanno poppa e prua corte, con maggiore volume all’altezza delle ginocchia del paddler. Quando diamo fianco/angolo ad una playboat, punta e coda escono parzialmente dall’acqua da un lato e si svincolano. Siamo quindi liberi di muovere punta e coda alternativamente dentro e fuori dall’acqua, utilizzando il nostro appoggio sul seggiolino come fulcro. Abituarsi a questa posizione è indispensabile, e per farlo è utile praticare movimenti di propulsione e rotazioni positive e negative, mantenendosi sul fianco fino al massimo limite possibile, sempre consci che la pala in questi esercizi deve tendenzialmente rimanere in posizione, sarà lo scafo a muoversi. Lavorare sull’edging è propedeutico a innumerevoli aspetti e situazioni nel freestyle, un esempio è il “side surf”, ovvero il surf laterale che si fa all’interno di un buco da rodeo quando vogliamo evitare che l’acqua verde ci “frulli”.
3. Double Pump:
Il Double Pump ha un brutto nome, bisogna ammetterlo, ma è un movimento chiave nel rodeo, e rappresenta un po’ quello che l’ollie è nel mondo dello skateboard e dello snowboard. Il Double Pump è un movimento complesso, composto da due fasi. La prima fase, in edging, con pala fissa in acqua lungo il fianco e un forte contributo di addominali e adduttori, solleva la punta della canoa, scaricandola poi con forza verso il fondo nella seconda fase fino alla completa verticalizzazione della coda.
4. Lean Clean:
Il Lean Clean costituisce uno degli esercizi di riscaldamento e controllo del fianco più importanti per un freestyler. Essenziale per padroneggiare edging e verticalizzazione, il Lean Clean si fa SENZA pagaia. Si comincia spostando con forza il peso da una posizione iniziale neutra verso il quadrante anteriore destro della barca e trasferendo poi il peso verso il quadrante posteriore sinistro (e di nuovo anteriore destro e posteriore sinistro, alternativamente). Così facendo si genera una prima ondulazione e successivamente una rotazione data dall’effetto “elica” impresso all’acqua dalle estremità della barca. Questo movimento attiva profondamente le fasce addominali ed è ideale nel riscaldamento dei rodeisti e per verticalizzare il kayak in modo controllato.
5. Bow Stall:
Il Bow Stall, o “stallo di punta”, è la posizione di equilibrio fondamentale per poter eseguire loop e altre figure in acqua piatta. Si raggiunge questa posizione di equilibrio bloccando la verticalizzazione del double pump con uno schiaffo all’acqua dato dalla pala libera (quella che non sta fissa in acqua). Per imparare, praticate innanzitutto l’equilibrio sulla punta in piscina, posizionandovi a bordo vasca e sperimentando dapprima senza pagaia, con le mani sul bordo della vasca, e poi passando rapidamente da tenervi al bordo a tenervi alla pagaia (che avrete preventivamente posizionato in acqua a pochi centimetri dalle mani e dal bordo vasca).
6. Eskimo da Rodeo (Back Deck Roll):
Sebbene sia un argomento di dibattito nel mondo del whitewater, l’eskimo all’indietro o back deck roll è essenziale nel rodeo, e decisamente più utile dell’eskimo classico. È veloce, pulito, non fa entrare acqua nel naso e, con la pagaia a zero gradi, si può fare sia a destra che a sinistra. Inoltre permette di non perdere quasi mai il senso dell’orientamento sott’acqua. Come è possibile? In un buco da rodeo regolare, quando dopo esserci capovolti ci mettiamo nella posizione neutra a “T” (linea orizzontale = pagaia , linea verticale = nostro corpo disteso) con la barca sopra, l’acqua spingerà il nostro corpo verso valle, dato che è immerso nel flusso che spinge verso valle, e la barca resterà per qualche momento a monte “trattenuta” dal ritorno. Dopo aver completato l’eskimo all’indietro avremo nel 90% dei casi lo sguardo a monte.
7. McNasty stroke (Colpo in Debordé):
Sebbene il McNasty sia un trick avanzato che vedremo in dettaglio nelle prossime edizioni, il suo colpo base in debordé è fondamentale per padroneggiare alcuni dei trick più complessi del rodeo, sia negli spot che in acqua piatta. Come si fa un Mc Nasty stroke? Immaginiamo di fare un double pump destro, pala destra fissa in acqua in verticale, fianco innescato, solleviamo con gli adduttori la punta del kayak e subito dopo, durante la fase di discesa della punta verso l’acqua, ruotiamo il torso molto rapidamente in senso orario e infiliamo la pala sinistra a pochi centimetri dalla barca, in una zona compresa fra il piede destro e il ginocchio destro. La parte esterna del piede destro spinge verso il cucchiaio della pala sinistra, la testa gira in senso orario con lo sguardo sopra alla spalla destra, innescando una rotazione orizzontale. Il movimento continua fino a completa verticalizzazione della coda e si conclude idealmente con una rotazione completa di 180 gradi. Sembra complesso? Lo è, ma con l’esperienza tutto è possibile!
Conclusione:
Abbiamo visto i sette fondamentali del freestyle, con delle brevi descrizioni basate sulla struttura e sulle video-lezioni di Andrea Tosatti che potete trovare in forma integrale su kayakfreestyleitalia.com.
Per praticare questi fondamentali e per imparare poi le manovre più avanzate come i loop, i cartwheel, i phonics monkey e molto altro ancora, puoi esercitarti solo e finire le tue session frustrato sulla riva del fiume, maledicendo il giorno in cui hai comprato il “barchino”, oppure contattare i ragazzi di KFI, che propongono attività, clinics, uscite fra amici e tanto altro!
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Autore: Marco Guiotto
Note sull’autore: informatico, classe 84, in canoa dal 2021, freestyle dal 2022, membro del team Spade e tuttofare per GH Sport Valstagna. Convinto che il freestyle in Italia abbia un potenziale inespresso, lo trovate quasi sempre nel buco di Valstagna assieme ai ragazzi di KFI a spingere un loop o a pensare al prossimo evento freestyle.